«So sa-a-a-ad that you’re leaving». Making music with Auto-Tune, from Cher to vocal psychedelia
Jacopo Tomatis
DOI: https://doi.org/10.5281/zenodo.17792546
Abstract
Il software di pitch correction Auto-Tune è onnipresente nella popular music di tutto il mondo fin dal 1997. Nonostante sia stato spesso liquidato come “trucchetto” in grado consentire a performer poco dotati di cantare intonati, l’Auto-Tune è stato da subito impiegato come strumento espressivo. La normalizzazione dell’Auto-Tune nelle pratiche musicali popular riguarda sia l’aspetto della performance, nell’interazione tra il cantante e il software in tempo reale o in fase di produzione, sia l’aspetto della ricezione, ovvero l’impatto dell’Auto-Tune sull’estetica delle voci pop contemporanee. Sebbene vi sia un generale consenso sull’influenza esercitata dall’Auto-Tune sulla popular music degli ultimi venticinque anni, le riflessioni da una prospettiva musicologica sono scarse, in particolare per quanto riguarda la comprensione dell’Auto-Tune come strumento per “fare musica”, o come strumento musicale in sé. Questo articolo si propone di contribuire alla letteratura esistente delineando un quadro concettuale per comprendere l’Auto-Tune come tecnologia determinante nel musicking contemporaneo, utilizzando il concetto di “affordance” e proponendo una prima storicizzazione e sistematizzazione delle diverse pratiche musicali e dei discorsi che riguardano Auto-Tune.


